Investimenti postali: buoni fruttiferi per una maggiore garanzia

Investimenti postali

Buoni fruttiferi postali: rendimenti fino al 4,75%

Gli investimenti postali sono ideali soprattutto per chi non vuole assolutamente rischiare, ecco perché i buoni fruttiferi postali offerti da Poste Italiane restano la migliore scelta per chi vuole investire i propri soldi  senza necessariamente rischiare il proprio capitale.

I prodotti finanziari proposti da Poste Italiane hanno sicuramente un appeal particolare sui clienti, proprio grazie alla radicata presenza sul territorio, utile a far collocare prodotti finanziari e assicurativi agli utenti più affezionati.

Molti sono i clienti che vogliono risparmiare soldi e considerano gli investimenti postali come realmente sicuri, poiché garantiti dallo Stato. Situazione che rende molto improbabile che si perda il capitale investito.

Negli anni i buoni fruttiferi postali sono stati una delle forme di investimento più utilizzate, fino a qualche anno fa erano numerosi gli italiani che depositavano i propri soldi nei buoni fruttiferi postali.

I BFP garantiscono la massima sicurezza e offrono elevati rendimenti economici, nonostante negli ultimi anni il valore del BTP e Bot sia meno remunerativo rispetto gli anni precedenti.

Buoni fruttiferi postali in emissione

I migliori buoni fruttiferi postali possono essere suddivisi in categorie a seconda delle caratteristiche principali del prodotto scelto, alcuni possono essere investimenti entro i 18 mesi altri invece permettono maggiori guadagni in quanto la durata dell’investimento postale sarà a medio-lungo termine.

Sicuramente chi aspira ad ottenere maggiori guadagni dovrà optare per investimenti con una durata medio-lunga, come i buoni fruttiferi ordinari, i BFP dedicati ai minori e i BFP 3×4 che garantiscono un maggiore rendimento prestabilito con una progressiva crescita nel tempo.

Per quanto riguarda gli investimenti postali dedicati ai minori tramite buoni fruttiferi, in questa circostanza si potrà non solo ricevere un rendimento su base bimestrale, ma anche il calcolo esatto effettuato al diciottesimo anno d’età dell’intestatario del buono fruttifero.

buoni fruttiferi postali sono una delle forme di investimento prediletto da molti italiani, sono uno strumento finanziario utile a basso rischio e basso rendimento.

Principale caratteristica dei buoni fruttiferi postali è la possibilità di riuscire a ritirare del capitale investito in qualsiasi momento completo anche di interessi maturati e previsti in stipula di contratto. I buoni fruttiferi inoltre non sono quotati nel mercato finanziario, quindi a differenza di ciò che avviene per tutti i titoli di stato, il prezzo di rimborso non potrà essere inferiore al valore nominale.

I buoni fruttiferi sono strumenti finanziari che possono essere ottenuti senza alcun costo aggiuntivo, né per le spese di rinegoziazione né per la gestione delle somme che dovranno essere versate dai clienti.

Rendimento buoni fruttiferi postali e calcolo investimenti

Effettuare il calcolo degli investimenti postali tramite buoni fruttiferi è realmente semplice, basterà infatti consultare la voce “Risparmiatori” della sezione del sito ufficiale della Cassa Depositi.

Inserendo tutti i dati relativi ai propri buoni fruttiferi è possibile effettuarne il calcolo esatto, inserendo la tipologia di buono, la data di sottoscrizione e la valuta del buono.

Risulta scarsa la possibilità di realizzare soldi in breve ma resta fondamentale per gli investitori riuscire ad ottenere una maggiore protezione del capitale investito, in questa circostanza l’uso dei buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione riescono a garantire un rendimento pari al caro vita registrato in Italia, maggiorato di un interesse pari all’ 0,75%.

Investimenti postali 2016: le alternative ai buoni fruttiferi

Tuttavia quanti cercano un’alternativa ai buoni fruttiferi, possono ricorrere alle altre soluzioni di investimento offerte da Poste Italiane. Tra queste ricordiamo le obbligazioni postali, che si dividono in due categorie: obbligazioni Plain Vanilla e obbligazioni strutturate.

Le obbligazioni Plain Vanilla, emesse da primari gruppi bancari nazionali e internazionali, riconoscono fatta salva la solvibilità dell’emittente un interesse fisso, crescente o variabile. Il pagamento degli interessi può avvenire con cadenze periodiche o in unica soluzione, mentre il capitale investito è rimborsato alla scadenza del contratto obbligazionario.

Le obbligazioni strutturate (emesse anch’esse da primari gruppi bancari) riconoscono invece un interesse fisso, che può essere pagato periodicamente o in un’unica soluzione. In alcuni casi le obbligazioni strutturate prevedono anche il pagamento di un interesse aggiuntivo indicizzato in base all’andamento dei mercati finanziari.

Troviamo poi le assicurazioni sulla vita BancoPosta, che si distinguono in polizze di tipo unit linked e di tipo index linked. Scegliendo una polizza di tipo unit linked il valore della premio viene indicizzato in base all’andamento di uno o più fondi comuni d’investimento rappresentativi ad esempio del mercato azionario, monetario o obbligazionario.

Per le polizze BancoPosta di tipo index linked invece il valore della prestazione è legato all’andamento di uno o più indici rappresentativi dei mercati finanziari.

Interessante anche l’offerta BancoPosta Cedola Dinamica Novembre 2022. Si tratta dell’adesione a un fondo comune di investimento mobiliare che mira a realizzare un incremento moderato del capitale investito e prevede un investimento in prodotti azionari in una misura massima del 30% del valore complessivo del capitale investito.

Per quanto riguarda il rischio, il fondo è classificato nella categoria 4 su una scala che va da 1 (rischio più basso) a 7 (rischio più elevato) in base alla variabilità dei rendimenti conseguiti da un portafoglio modello composto da strumenti di natura azionaria e obbligazionaria.

Dato lo stile di gestione adottato dal fondo non è possibile individuare un parametro di riferimento (benchmark) che sia rappresentativo della politica d’investimento, tuttavia è possibile definire una misura di volatilità che viene annualizzata tendenzialmente in misura pari al 6,4%.

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