Investire in diamanti: come funziona

Come investire in diamanti nel 2017: i metodi

Per molti anni l’investimento in diamanti è stato considerato nell’immaginario comune un “investimento per ricchi” poiché il suo prezzo al carato lo rende la forma di investimento più costosa in assoluto. Questo non significa, però, che sia riservato alle persone molto abbienti. Si tratta, infatti, di un investimento considerato molto sicuro e che, proprio per questo, sta richiamando anche i piccoli risparmiatori.

Ci sono tre modi per investire in diamanti nel 2017:

  • acquistare le gemme e rivenderle
  • investire in fondi che investono in diamanti
  • acquistare azioni di società minerarie di diamanti.

L’acquisto di diamanti fisici è un modo molto diffuso di investire in diamanti poiché permette di indossare il proprio investimento prima di rivenderlo. Di solito si attendono almeno cinque anni prima di vendere le gemme, in questo modo infatti la probabilità di ottenere un guadagno è molto più alta. Nel corso degli anni i diamanti hanno mostrato una costante crescita dei prezzi.

Per quanto riguarda l’acquisto vero e proprio, il modo migliore per comprare un gioiello è rivolgersi a un commerciante di diamanti. In caso contrario, ossia acquistando autonomamente presso un gioielliere, si corre il rischio di pagare almeno il doppio del prezzo dei diamanti all’ingrosso.

Investire in diamanti certificati attraverso fondi specializzati

Chi invece preferisce investire in un fondo deve rivolgersi ai fondi specializzati in diamanti. Tra questi ricordiamo quello di Pink Iguana, che ha istituito un Enterprise Investment Scheme per consentire agli utenti di investire in diamanti rari. The Pink Iguana EIS richiede un contributo minimo di 10 mila sterline, con un investimento massimo di un 1 milione di sterline.

Un’alternativa è il Diamond Fund della società Finanz-konzept. Lo scopo del fondo è ottenere un rendimento total return, tramite un investimento in un portafoglio diversificato di diamanti lavorati naturali e diamanti colorati. Le pietre vengono acquistate direttamente dai produttori e gli scambi sono coperti da garanzia di restituzione, vi rimandiamo per maggiori dettagli a questa guida 2017 che spiega come investire in diamanti.

I diamanti acquistati sono certificati dai principali istituti di certificazione gemmologica al mondo (IGI, GIA, FM e HRD) e sono forniti con il certificato di autenticità Forevermark. Assicurate e conservate in magazzini doganali di tutto il mondo, le gemme sono protetti con un altissimo livello di sicurezza e controllo degli accessi. L’investimento minimo è di 100 mila euro.

Investire in diamanti acquistando quote dei produttori: quali scegliere

Troviamo poi l’acquisto di quote di aziende produttrici di diamanti. Soluzione che risulta senza dubbio più economica delle precedenti. In questo caso però è bene scegliere aziende molto solide, poiché investendo in piccoli produttori si corre il rischio di scegliere un impresa con un business precario, che si trova per esempio a far fronte a problemi operativi, o caratterizzata da una struttura societaria poco robusta.

Un’azienda che garantisce rendite piuttosto sicure è De Beers, che controlla circa un quarto del mercato dei diamanti e possiede l’85% di Anglo American. Un altro grande produttore è la società governativa russa Alrosa. Ricordiamo infine che è possibile ottenere l’accesso alle imprese di diamanti e pietre preziose anche attraverso i Fondi Pure ISE diamonds, un exchange traded fund quotata a New York.

Guide e Consigli per Investimenti sicuri

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