Investire in Diamanti nel 2017: pro, contro, vantaggi e rischi

Quando si cercano degli investimenti sicuri, di solito non si pensa alla possibilità di investire in diamanti, anche c’è un importante aspetto da segnalare, poiché i ricavi della vendita dei diamanti non vengono tassati.

Come per l’oro, anche i diamanti valgono molto a causa della difficoltà estrattiva, infatti mantengono un prezzo abbastanza alto e stabile in quanto ne vengono estratti pochi.

Investire in Diamanti Pro e Contro

Come per qualsiasi altro tipo di materia prima, anche investire in diamanti ha pro e contro. Uno degli indubbi vantaggi sta nel fatto che sono esenti da tassa di successione o sul capital gain.

Si paga infatti l’IVA all’acquisto in Italia al 22%, tuttavia l’imposta non viene applicata per i diamanti ubicati in cassette nella zona franca, come Anversa, Rotterdam, Le Havre o Genova.

Inoltre i diamanti, non essendo considerati  dalla Consob degli strumenti finanzari possono essere venduti senza un prospetto informativo che indichi il livello di rischio dell’investimento.

D’altra parte rivendere un diamante una volta acquistato può essere difficoltoso, sia per quanto riguarda la ricerca di un acquirente sia per il prezzo di vendita, che può abbassarsi anche del 15-20%.

Investire in Diamanti: le caratteristiche delle pietre preziose

Tuttavia se si decide di investire in diamanti è necessario optare per un diamante finanziario, corredato da un certificato rilasciato da un istituto gemmologico che ne conferma le caratteristiche.

I certificati devono presentare le informazioni riguardanti:

  • colore;
  • purezza;
  • taglio;
  • peso del diamante.

Le caratteristiche devono essere perfette e il peso può variare dal mezzo carato ai 2 carati.

Gli esperti consigliano di acquistare diamanti  tra 0,5 e 3 carati, poiché il diamante inferiore ai 0,5 carati non necessita di un certificato rilasciato da un laboratorio. Invece oltre i 2 carati, le pietre sono più rare ed più difficile trovare un acquirente.

Conviene Investire i Diamanti?

In linea generale le quotazioni dei diamanti hanno la tendenza a salire in modo costante con un tasso di crescita superiore a quello dell’inflazione. Grazie a ciò l’investimento in diamanti si configura uno dei più adatti alla protezione del capitale e, di conseguenza, come bene rifugio.

Tuttavia, anche se il diamante ha delle quotazione che salgono costantemente, poiché non esiste uno scambio con quotazione in continua, rivendere i diamanti è un’operazione che può essere difficoltosa.

Pur essendo meno complesso di un tempo, se si compra un diamante oggi e lo si rivende il giorno dopo si potrebbero subire delle perdite del 15-20% a causa delle differenze di quotazioni tra acquisto e vendita.

Quindi se si vuole investire in diamanti è importante considerare che, per andare in attivo, è consigliabile tenerli il tempo sufficiente così che la loro quotazione aumenti tanto da abbattere anche quel 15-20% che si perde vendendoli.

Quali sono i rischi di investire in diamanti?

Prima di acquistare le pietre preziose e cominciare a investire in diamanti è necessario essere a conoscenza dei rischi che si corrono, a partire dalla liquidabilità e dai prezzi di acquisto che non devono essere superiori a quelli di mercato.

Infatti, anche se il mercato del diamante non è regolato da specifiche autorità, il valore delle pietre è facilmente reperibile presso il Rapaport, il listino internazionale ufficiale dei diamanti.

I diamanti inoltre sono commercializzati in dollari per cui c’è il rischio cambio e non forniscono alcun interesse periodico, come cedole, dividendi o affitti.